n. 128 - La ricetta perfetta
Pölsan
2002 - Traduzione dallo svedese di Carmen Giorgetti Cima Postfazione di Luca Scarlini
I ed.: Novembre 2004
pp. 228 - € 13,50 - ISBN 88-7091-128-4
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Lei è un impostore. Un bugiardo e un falsificatore. Un farabutto e un ciarlatano. È con queste parole e con lassoluta proibizione di scrivere che il cronista locale di una sperduta provincia nel nord della Svezia è liquidato dal grande giornale a cui per anni ha inviato i suoi trafiletti, popolando di personaggi e fatti inventati una regione desolata di foreste e acquitrini. Cinquantatré anni dopo, ultracentenario sopravvissuto alla sua vecchiaia, lindomito autore riprende la penna per concludere la cronaca, bruscamente interrotta, dellarrivo al villaggio di due nuovi abitanti e dei loro sorprendenti vagabondaggi in motocicletta. Ma quale appassionata ricerca spinge Robert Maser, profugo tedesco di sospetta identità, e Lars Högström, il nuovo maestro elementare felicemente immune dallimperante tubercolosi, amici per amore della musica, uniti in estemporanei duetti canori, a inforcare la loro fida Diamant e a visitare ogni podere, ogni casolare sulle impervie strade del Västerbotten? È nella pölsa che i due pellegrini gastronomi hanno trovato la loro pietra filosofale, il sacro Graal del loro viaggio iniziatico. Da quando la loro coscienza si è risvegliata allassaggio di quella prodigiosa specialità culinaria a metà tra la trippa e la galantina, cucinata con ingredienti e formule segrete in tante varianti quanti sono gli esseri umani, la loro vita ha trovato un punto fermo nella realtà effimera e contingente: cercare la ricetta perfetta, la pölsa sublime che dà forma a quellanelito allassoluto che porta allincontro con il proprio destino. Con uno humour affettuoso e surreale alla Kaurismäki, Lindgren sa mescolare gli elementi che rendono autentica e veritiera larte ingannatrice del romanzo: la leggerezza e il divertimento e la serietà dei temi. La verità documentaria e quella dellimmaginazione, lidentità e la memoria, la vecchiaia e leterna giovinezza della creatività, la malattia e laspirazione alla felicità, il simmetrico ordine della ragione e la contraddittorietà e unicità dellanimo umano, quel capriccio di un illusionista capace di una visione della vita luminosa e di coraggio di vivere, anche se in realtà sono privi di ogni fondamento. |