| n. 129 - L'anello della chiave
Sleuteloog
1981 - Traduzione dal nederlandese e postfazione di Franco Paris
pp. 164 - Euro 13,00 - ISBN 88-7091-129-2
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La vita della storica dell’arte Herma Warner sembra giungere lentamente al termine: vedova da molti anni, vive in una casa ereditata dai nonni in un sobborgo di Bruxelles, in attesa che si liberi una stanza nella casa di riposo dove andrà a chiudere i suoi giorni. Questa tranquillità, che apparentemente ormai nulla potrebbe incrinare, viene stravolta da una richiesta di informazioni fatta all’anziana donna da un giornalista. Quella che apparentemente sembra un’innocua do-manda, diventa per Herma l’occasione per iniziare una profonda esplorazione della propria memoria, focalizzandosi sul periodo trascorso a Batavia – l’odierna Giacarta, città natale dell’autrice – nelle Indie Orientali Olandesi, prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, e sulla figura misteriosa dell’amica di gioventù Mila Wychinska (alias Dee Mijers), originaria del posto. L’anello della chiave, quella chiave introvabile che servirebbe a Herma per aprire il baule che contiene i ricordi del primo periodo della sua vita, diventa la metafora del viaggio compiuto nel proprio passato, nonché dei dubbi irrisolti della protagonista sui suoi trascorsi – Che cosa non ha funzionato nel suo matrimonio? Perché Dee si è unita alla frangia più estremista degli attivisti politici? Cosa le è accaduto dopo che le due si sono perse di vista? – destinati a rimanere senza risposta. Dopo Il lago degli spiriti, Hella Haasse ritorna, riproponendone la tormentata questione coloniale non con un j’accuse, ma attraverso il vissuto intimo di un’amicizia, con un libro intenso e avvincente che alterna momenti di tenerezza ad altri di respiro quasi epico.
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