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CEES NOOTEBOOM

n. 130 - Philip e gli altri
Philip en de anderen
1955 - Traduzione dal nederlandese di David Santoro - Postfazione di Rüdiger Safranski
pp. 192 - Euro 1
3,50 - ISBN 88-7091-130-6

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Conosciamo tutti la storia del paradiso terrestre, “e non c’è da stupirsene, visto che l’unica vera ragione della nostra esistenza è ritornare a quel paradiso”. E se non è possibile, possiamo però andarci vicino, più vicino di quanto non si creda, forse basta non rinunciare a cercarlo: “il paradiso è lì accanto”. È con quest’insegnamento dello zio Antonin Alexander, stravagante melomane con zucchetto in testa e anelli falsi alle dita, che Philip, diciottenne con sacco in spalla e un’agostiniana inquietudine nel cuore, parte per un viaggio in autostop che dall’Olanda alla Provenza, attraverso la Francia e l’Europa del Nord, lo porterà fino alla Lapponia, alla ricerca di una spiegazione del mondo e di una misteriosa ragazza dal viso cinese che ha intravisto una volta sulla spiaggia di Calais. Lungo strade sgretolate o fradice di pioggia, per villaggi silenziosi come i morti e i vivi che li abitano e città disegnabili solo con una matita grigia, segue il suo itinerario tra desiderio e nostalgia, viaggiatore perdente che si affeziona a ogni cosa e non fa che dire addio, “raccogliendo indirizzi nelle agendine come piccole lapidi”. Ogni incontro è una storia che potrebbe essere la sua: Heinz, Sargon e la felicità rimasta in un paesino di provincia, cercata nei conventi per scoprire che il mondo non cambia, prende solo i colori della nostra angoscia o della nostra euforia, Jacqueline, Vivien, amori mancati di un presente cui non appartiene, Ingrid e Fey, primo invito a entrare nel cerchio magico di cui gli parla Maventer, quel mondo vero e fantastico che la ragazza cinese ricrea incessantemente intorno a sé: la vita tangibile e vibrante che si cela dietro l’immediato, nel gioco, nel rito delle “feste”, in quei momenti incantati in cui il sogno della bellezza, dell’armonia e della perfezione diventa, per un breve istante, realtà. Precorrendo il mito dell’autostop come viaggio d’iniziazione, un giovanissimo Nooteboom, in anticipo su Kerouac, scrive un romanzo sull’inquietudine, lo stupore, l’estraneità e il bisogno di appartenenza dell’adolescenza, un romanzo onirico che ha l’inalterata freschezza, la magia e la malinconia di un Grand Meaulnes dei nostri tempi, uno di quei libri con cui entriamo in risonanza e di cui si nutre la nostra nostalgia.

 
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Il Secolo d'Italia - Il Sorvegliante (23/7/2005)
Cees Nooteboom, alla scoperta del Kerouac olandese (289 Kb)

La Gazzetta del Sud - Gualtiero Canzoni (22/7/2005)
Il viaggio iniziatico del Kerouac olandese (100 Kb)

L'Espresso - Marco Belpoliti (25/8/2005)
Il paradiso perduto (236 Kb)

Il Giornale.it - Daniele Abbiati (8/9/05)
Sulle strade del sogno con "Philip e gli altri" (pagina html)

L'Unità - Sergio Pent (12/9/2005)
Esce "Philip e gli altri" (105 Kb)

CEES NOOTEBOOM

Il canto dell'essere e dell'apparire - n. 22

Rituali - n. 33

Mokusei - n. 42

Le montagne dei Paesi Bassi - n. 60

La storia seguente - n. 88

Il giorno dei morti - n. 99

Philip e gli altri - n. 130

Le volpi vengono di notte - n. 180

 
 

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Schiuma e cenere

Jan Jacob Slauerhoff