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Tradotto con il contibuto del programma
Cultura 2000 dell'Unione Europea
THOR VILHJÁLMSSON
n. 135 - Cantilena mattutina nell'erba
Morgunþula í stráum, 1998
Traduzione dall’islandese di Paolo Turchi – Postfazione di Nicola Lecca
pp. 364 – Euro 18,00
ISBN 88-7091-135-7


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Mentre dall’Europa continentale arrivano i primi lontani bagliori di una rinascita culturale, politica e religiosa che fiorirà nel Rinascimento, secondo Vilhjálmsson “il momento sublime di massima maturità raggiunto dallo spirito umano”, nell’Islanda medievale cruente lotte di potere distruggono famiglie e villaggi, schierando i fratelli contro i fratelli. Sturla, capo ambizioso con il sogno di un popolo unito sotto la sua guida, è un uomo cui è dato vivere uno di quei crocevia della Storia, dove le ultime braci di un’epoca al tramonto si con-fondono con le scintille di quella nuova. Con il suo stile fatto di realismo, intensa poesia e riflessioni tra etica e filosofia, Thor Vilhjálmsson ci parla di un mondo dove la pietà è spesso scambiata per debolezza, la violenza per forza, i dubbi sono più delle certezze, e l’unica potenza immutabile è la natura che, animata da presenze magiche e primordiali, avvolge silenziosamente gli esseri umani in una fitta nebbia, proiettando sulle loro vite i suoi giochi di luce e ombra. Ispirandosi da vicino a una delle più note saghe islandesi, la Sturlunga Saga, racconta la storia di Sturla, delle guerre che lacerano la famiglia, delle sue vittorie in battaglia e nel cuore delle donne, dei viaggi che lo porteranno in pellegrinaggio a Roma a chiedere perdono per i suoi peccati, alla Sorbona di Parigi, covo di alchimisti e stregoni di magia nera, nei conventi, i veri custodi della cultura europea, dove si faceva largo il messaggio francescano di purezza e opposizione al potere, fino alla battaglia finale, quando si giocheranno le sorti della sua terra. Sturla, che porta sulle spalle il peso delle contraddizioni di un’epoca, lacerato tra sete di potere e volontà di sapere, istinto e ragione, vendetta e perdono, bisogno di radici e struggente irrequietezza, è un eroe moderno, un Ulisse cui non è concesso conquistare la sua Itaca.
 
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Tuttolibritempolibero (LaStampa) - Marta Morazzoni (27/05/2006)
L'islandese chiede perdono al Papa (1,56 MB)

Il Riformista - (28/08/2006)
Cantilena mattutina nell'erba (85 KB)

Il Giornale - Seba Pezzani (31/10/2006)
Islanda. L'isola felice della letteratura (968 KB)

THOR VILHJÁLMSSON

Il muschio grigio arde - n. 108

Cantilena mattutina nell'erba - n. 135

 
 

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