n. 142 - Il calcio rubato
Den stulna fotbollen (2006)
Traduzione dallo svedese e postfazione di Massimo Ciaravolo
I edizione: Giugno 2006
pp. 168 Euro 12,00 - ISBN 88-7091-142-X
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Nel 1990 Ulf Peter Hallberg scrisse, con il collega Fredrik Ekelund, Fotbollskarnevalen, racconto di un viaggio nel nostro paese durante i giorni euforici di “Italia 90”. I dieci racconti di Hallberg sono ora riproposti e pubblicati in contemporanea in Italia e in Svezia come Il calcio rubato con una nuova cornice narrativa. Dalla particolare prospettiva del neofita del football, Hallberg si rende conto che l’unico modo per cercare di comprendere e rappresentare questo sport e fenomeno sociale è mischiarsi agli altri; incontrare il crogiuolo di genti che per un mese fanno del “mondiale” il centro del mondo; dare spazio alle emozioni e all’empatia (e infine anche all’entusiasmo popolare), senza per questo tradire l’obiettivo iniziale di uno sguardo critico, laterale, capace di soffermarsi sul dettaglio lontano dalle luci dei telereporter. E’ uno sguardo che attraverso lo humour e l’autoironia smonta la retorica enfatica da “grande evento mediatico” ma, con una lucidità tutta nordica, è anche capace di vedere nel dramma dei novanta minuti (e magari dei supplementari e dei rigori) un concentrato della nostra vita, con tutti i momenti decisivi e le scelte che questa impone, le difficoltà ma anche i momenti di grandissima gioia. Rivediamo e riviviamo la fallimentare spedizione della Svezia di Strömberg e Brolin, la danza calcistica dei “leoni” del Camerun, lo sguardo indimenticabile del goleador siciliano Schillaci e, soprattutto, l’ammaliante genio calcistico di Diego Armando Maradona, odiato come non mai da noi italiani proprio in quel campionato. E sotto una luce critica, nonché piena d’affetto, vediamo un’Italia in via di trasformazione, pronta a gettarsi nell’illusione della bella facciata, nell’arroganza della vittoria a tutti i costi e nella spettacolarizzazione dello sport e della vita intera, veloce a dimenticare tutto, compresi i suoi mo-delli di virtù civile rappresentati da un altro grande siciliano, il giudice Giovanni Falcone.