n. 148 - Il Ladro della Bibbia
Tjuven, 1986 – Traduzione dallo svedese e postfazione di Fulvio Ferrari
I edizione: Ottobre 2006
pp. 456 – € 18,00
ISBN 88-7091-148-9
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Può la conoscenza essere uno strumento di riscatto, una via per liberarsi dal dolore? Johan, di aspetto deforme e cresciuto nella povertà e nella violenza, è convinto di sì, e in un senso molto letterale: per arricchirsi e realizzare il suo sogno d’amore con la cugina Hedvig, la strada che gli appare più facile da seguire è quella di impadronirsi della celebre “bibbia gotica” conservata alla Biblioteca di Uppsala, uno dei libri più antichi e più preziosi del mondo. Per avere accesso a questo tesoro, però, Johan deve prima diventare un esperto mondiale di gotico e conquistarsi la fiducia del mondo accademico e dei bibliotecari. Ha così inizio la storia bizzarra di un piano criminoso che diventa passione intellettuale, una passione divorante che travolge anche l’amore tenero e malinconico che tutto aveva messo in moto. Con la ricchezza creativa e la partecipazione emotiva che sono cifre inconfondibili della sua arte, Göran Tunström intesse un arazzo narrativo complesso e sorprendente: a partire dalla cittadina svedese di Sunne, ritratta sulle soglie del boom economico degli anni Cinquanta, il racconto si dipana attraverso il tempo e lo spazio, fino al mondo enigmatico e perduto dell’Italia gotica, tra v e vi secolo. Johan incontra, grazie alla testimonianza di un manoscritto fortunosamente ritrovato, un alter ego nello scriba di Teoderico il Grande, Wiljrath, e nello specchio che questo fratello del passato gli pone dinnanzi egli riconosce la domanda che segna la sua esistenza: si può perdere se stessi e la propria umanità per raggiungere l’obiettivo di una vita? La sapienza di Tunström, come sempre, consiste nell’affrontare un tema tanto complesso e profondo con ironia, fantasia e un gran gusto del raccontare storie.