n. 149 - Tentativo di descrivere l'impenetrabile
Forsøk på å beskrive det ugjennomtrengelige, 1984 – Trad. dal novegese di Massimo Ciaravolo e Maria Valeria D'Avino
Postfazione di Massimo Ciaravolo
I edizione: Gennaio 2007
pp. 224 – € 14,00
ISBN 88-7091-149-7
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Che cosa spinge Arne Gunnar Larsen – 42 anni, di Oslo, convinto socialdemocratico, urbanista, funzionario statale e uomo pragmatico – a trasferirsi nella città satellite della capitale che egli stesso progettò negli anni Settanta, nell’ambito di quella architettura funzionale e democratica scandinava tesa a dare anche alla classe operaia un decoroso standard abitativo? Forse un improvviso impeto idealistico di “andare al popolo” e riunirsi, o quanto meno avvicinarsi, alla classe lavoratrice nel nome della quale crede di avere operato? O è piuttosto un modo qualsiasi per riempire il vuoto della sua vita dopo il divorzio? Nel nuovo sobborgo, Larsen incontra di fatto una diffusa solitudine e incominicabilità, a dispetto di tutte le buone intenzioni degli ingegneri sociali. E soprattutto viene coinvolto in una trama di eventi tra il grottesco e l’assurdo, dove il melodramma sentimentale si intreccia con il thriller. Tutto comincia in realtà con lo stesso Dag Solstad – co-protagonista suo malgrado del proprio racconto e scrittore che riflette sul suo mestiere e le sue scelte narrative – quando un freddo giorno d’inverno riceve la telefonata di un vecchio compagno di gioventù, Arne Gunnar Larsen... Con intelligenza critica, taglio satirico, forza stilistica e capacità di creare suspense e atmosfere “al limite”, Solstad, dalla sua prospettiva di rivoluzionario comunista disilluso, trascina il lettore dentro quella dimensione impenetrabile della moderna Scandinavia, dove il benessere materiale rischia di produrre solo “la Grande Assenza”.