n. 160 - Tre diari
Tre dagböcker, 2004
Traduzione dallo svedese di Renato Zatti
Postfazione di Goffredo Fofi
I edizione: marzo 2008
pp. 272– Euro 15,50
ISBN 978-88-7091-160-2
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Ultimo libro scritto da Ingmar Bergman, è un diario sulla malattia dell’amatissima prima moglie Ingrid von Rosen, in cui alla sua voce si alternano quelle di quest’ultima e della figlia Maria, un inedito testamento spirituale del grande regista che ci permette di esplorare una parte nuova della sua vita, che accosta alla passione sempre presente nei confronti del teatro il lato più compassionevole dell’amore e degli affetti. I diari non sono separati: sotto la data troviamo, nell’ordine, gli appunti di Ingrid, di Bergman e della figlia. A parte rare eccezioni, ogni giorno tutti e tre hanno scritto qualcosa sul diario (gli ultimi appunti di Ingrid risalgono al 6 maggio 1995). Il libro si apre con due brevi premesse di Ingmar e Maria. Ingmar riassume in poche righe la storia della sua relazione con Ingrid, dal primo incontro (1957) al matrimonio (11 novembre 1970). Maria narra della sua infanzia, della scuola e del momento chiave in cui, all’età di 22 anni, le è stato rivelato di essere figlia di Ingmar (lei è nata nel 1959, quando entrambi i genitori erano sposati con altri). Si precisa che i diari non sono stati corretti o alterati, e che sono stati scritti per non essere letti da altri, se non da chi li ha tenuti. Ingmar e la moglie si trovano a Stoccolma, dove Bergman sta lavorando in teatro; naturalmente, dopo la diagnosi della malattia, vi rimangono (Bergman viveva abitualmente sulla sperduta isola di Fårö). La figlia Maria vive appena fuori Stoccolma. |