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tradotto con il contributo del Programma "Cultura 2007-2013" dell'Unione Europea

JOHAN HARSTAD
n. 164 - Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
Buzz Aldrin, hvor ble det av deg i alt mylderet?, 2005
Trad. dal norvegese e postfazione di Maria Valeria D'Avino
I edizione: Ottobre 2008 - II ed.: Maggio 2009
pp. 464 – € 16.50
ISBN 978-88-7091-164-0


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In un mondo in cui tutti vorrebbero trovarsi sotto la luce dei riflettori per un giorno, un’ora, o almeno qualche minuto, c’è chi aspira solo all’oscurità e al silenzio. Non tutti vogliono essere il numero uno, spiega a se stesso e agli altri Mattias, il cui idolo è l’astronauta Edwin “Buzz” Aldrin, il secondo uomo sulla luna e il valoroso capitano del modulo lunare: lui sì una ruota ben funzionante nell’ingranaggio, come anche Mattias si augura di diventare. Per questo ha scelto il lavoro tranquillo del giardiniere, la compagnia di pochi amici e di una fidanzata amatissima e si prepara a vivere un’esistenza piena e soddisfacente anche se – o proprio perché – trascorsa nell’ombra. Un giorno però l’idillio si spezza: il vivaio fallisce, la fidanzata lo lascia e l’orizzonte che Mattias si è costruito si rivela di colpo troppo angusto per lasciargli una via d’uscita. Per fortuna l’amico Jørn, leader di un gruppo rock, lo arruola per un concerto nelle isole Faroe nella segreta speranza che l’amico torni a far sentire la sua fantastica voce. Ma Mattias non è ancora pronto per la ribalta. Per lui la tournée si interrompe ancora prima di cominciare. Confuso e dolorante, si sveglia in piena notte su una strada deserta, con una ingente somma di denaro in tasca e nessun ricordo dell’accaduto. Soccorso dallo psichiatra Havstein, Mattias si unirà a lui e alla sua piccola comunità di ex pazienti ospitata in una vecchia fabbrica dismessa. È in questa natura fatata e solitaria, fatta di pochi colori lancinanti – dal verde incessante e senza alberi al rosso sangue del mare durante la rituale caccia alla balena – che Mattias conosce finalmente la discesa agli inferi di un passato troppo doloroso per essere ricordato e la successiva risalita alla vita adulta, alla responsabilità di se stesso, degli altri, dell’amore.
 

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IlSecolo XIX -
Daniela Pizzagalli (05/09/2009)
Harstad, l'elogio del defilarsi

Corriere della Sera - Severino Colombo (04/09/2009)
Giordano e Harstad a "Parolario"

La Repubblica - Simona Spaventa (04/09/2009)
Harstad, l'antidivo che racconta la solitudine dei numeri secondi

Il Giornale - Stefania Vitulli (04/09/2009)
Giordano e Harstad a Parolario

La Provincia - Francesco Mannoni (04/09/2009)
"Lontano dal mondo, con ritmo"

Mucchio - Gianluca Veltri (04/2009)
Johan Harstad - Intervista

L'Osservatore Romano - Sabino Caronia (15/02/2009)
Il coraggio di arrivare secondi (237kb)

Corriere della Sera - Paolo Giordano (31/12/2008)
Il coraggio del numero due (845kb)

La Stampa - Mario Baudino (10/11/2008)
La solitudine dei numeri due (589kb)

Left - Emy Madrigali (24/10/2008)
La generazione dei "numeri due" (420kb)

Corriere della Sera - Alessandro Beretta (12/10/2008)
Meglio una vita da secondo (390kb)

Il Giornale -
Daniele Abbiati (12/10/2008)
Fallire e poi rinascere nel mito di Buzz Aldrin (400kb)

La Repubblica -
Gian Paolo Serino (11/10/2008)
Il secondo astronauta sulla luna (400kb)

Tuttomilano -
Fiorella Fumagalli (9/10/2008)
Nordico Harstad (400kb)

Ascolta l'intervista a Johan Harstad su Radio Alt

JOHAN HARSTAD

Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? - n.164


 
 

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