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INGMAR BERGMAN
n. 122 - Il posto delle fragole
Smultronstället
1957 - Traduzione dallo svedese di Renato Zatti – Postfazione di Paolo Mereghetti
I ed.: Febbraio 2004
pp. 120 - € 8,50 - ISBN 88-7091-122-5



L’anziano dottor Isak Borg inizia un viaggio in automobile che lo porterà da Stoccolma a Lund, nella Svezia meridionale, dove sarà insignito del titolo di Dottore giubilare per i suoi cinquant’anni di attività. Il protagonista è accompagnato dalla nuora Marianne, in crisi con il marito, cui si uniranno tre giovani autostoppisti, Anders, Viktor e Sara, una ragazza che somiglia fortemente a un suo amore giovanile. Il lungo viaggio dà all’uomo la possibilità di ripercorrere i luoghi dell’infanzia e di riflettere, tra incubi umilianti e realtà, su una vita ricca di soddisfazioni professionali, ma arida dal punto di vista dei rapporti umani. Costretto a confrontarsi coi suoi fallimenti – "Sono morto pur essendo vivo" – e resosi amaramente conto della propria meschinità, il dottor Borg si aprirà alla nuora per evitare che il figlio Evald ripeta i suoi stessi errori, cercando di dare un senso alla propria vita attraverso quell’amore e quella comprensione che aveva fino ad allora ignorato. Ingmar Bergman, dopo Il Settimo Sigillo (N. 41), ci offre con Il posto delle fragole – premiato con l’Orso d’oro a Berlino nel 1958 – un nuovo e personalissimo “road movie spirituale”, forse il suo film meglio riuscito, una summa di tutte le tematiche a lui più care: dalla crisi di coppia alla ricerca del divino, dalla paura della morte alla solitudine dell’uomo moderno. La sceneggiatura del film, una vera e propria storia di conversione di grande spessore letterario, viene proposta da Iperborea in una nuova traduzione basata sul dattiloscritto originale bergmaniano.
   
INGMAR BERGMAN

Il settimo sigillo - n. 41

Il posto delle fragole - n. 122

Sarabanda - n. 133