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PANTA REI in TUTTO SULLA FINLANDIA |
Scrivere un opuscolo turistico che racconta Tutto sulla Finlandia senza esserci mai stati, mentre si viene travolti dal panta rei dell’esistenza. Perché tutto scorre
nella vita e in questo romanzo, il cui lunatico protagonista ha una vera e propria ossessione per l’acqua, per l’instabilità e il cambiamento che essa rappresenta.
Con la sua ironia paradossale, che impregna banalità e questioni esistenziali, Loe ci immerge in un flusso incontenibile di pensieri, bizzare digressioni, associazioni
mentali funamboliche, che fa ridere e riflettere: perché in una società sempre più “liquida” e mutevole, le buffe nevrosi di questo specialista di brochure non sono che lo specchio deformante della nostra quotidiana incertezza.

Panta rei tradotto come Tutto scorre è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero del filosofo con il tema del divenire, in contrapposizione con la filosofia dell'Essere propria di Parmenide. L'espressione proviene da un frammento del trattato Sulla natura:
Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. (91 Diels-Kranz)
In questo frammento Eraclito sottolinea come l'uomo non possa mai ripetere la stessa esperienza per due volte, giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del tempo. Altrove tuttavia Eraclito sottolinea che v'è un Logos, sottostante a questo continuo mutamento, un'armonia profonda che governa in modo oscuro e inconoscibile la perenne dialettica fra contrari, che provoca il divenire perpetuo.
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ERLEND LOE E LA BICICLETTA |

Erlend Loe, ciclista “militante”, ha un rapporto privilegiato con la sua bicicletta, presenza costante nella sua vita e nelle sue opere. In Doppler.Vita con l’alce, egli affida al suo protagonista, curioso ribelle del nuovo millennio che vive
in un bosco suburbano e pratica il baratto, un vero e proprio manifesto per la
«minoranza silenziosa» e oppressa dei ciclisti:
«Sono un ciclista. Forse sono soprattutto un ciclista. Non c’è stato delle strade che possa fermarmi. D’inverno uso le gomme chiodate. Il casco. Guanti da bici. Pantaloni e giacche modificati apposta. Computer da bici. Luci. Faccio quattromila chilometri in bicicletta all’anno. E non ci penso due volte a rompere i tergicristalli delle macchine che si comportano male. Do una botta sul cofano. Picchio sul finestrino. Grido fino a farmi venire la voce roca e non mi spavento quando gli automobilisti si fermano per prendersela con me. Litigo fino allo sfinimento, difendendo a spada tratta i miei diritti di ciclista. E vado a razzo. Molto più a razzo delle automobili. […] Un ciclista è costretto a diventare un fuorilegge. È costretto a vivere fuori dalla società e in rotta con il sistema stabilito di viabilità che sempre più incoraggia esclusivamente la circolazione motorizzata, anche per le persone di sana costituzione. I ciclisti sono degli oppressi. Siamo una minoranza silenziosa, i nostri territori di caccia sono sempre più ristretti e siamo forzati a comportamenti che non ci si addicono, non possiamo parlare la nostra lingua, ci obbligano alla clandestinità. Ma state in guardia, perché l’ingiustizia è talmente palese che nessuno deve stupirsi se accumuliamo rabbia e aggressività, e un bel giorno, quando i non-ciclisti saranno così grassi da riuscire a stento a rotolare dentro e fuori dalle loro auto,
noi ciclisti ci prenderemo la nostra rivincita con ogni mezzo».
(Doppler.Vita con l’alce)
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Le altre opere di Erlend Loe pubblicate da Iperborea |

Naif.Super (Iperborea, 2002)
Venticinque anni, una famiglia normale, l’università (per quel che vale), il gioco e
una bicicletta per muoversi liberamente: questo riempie le giornate del protagonista.
Ma, intorno alla quotidianità, ruotano i sogni e le domande di un ragazzo sensibile
e attento che esprime l’irrequietezza dei suoi anni,
il desiderio di cercare il senso – la “prospettiva” – delle cose.

Doppler. Vita con l’alce (Iperborea, 2007)
Non fare nulla, annoiarsi fino a sentirsi felice: è questo lo scopo di Andreas Doppler,
padre di famiglia e professionista esemplare, che dopo una caduta in bicicletta decide di
trasferirsi in una tenda nel bosco non lontano dalla fin troppo confortevole casa, in
compagnia di un cucciolo di alce. La sua è una ribellione ironica e irriverente,
una rivoluzione paradossale nella periferia di Oslo.
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